Renzi, Togliatti e Barabba

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GiveUsBarabbas

L’avvento del renzismo sembrerebbe aver portato grande fermento nel panorama politico italiano, ma più che altro ha portato grande confusione.

I suoi cavalli di battaglia, in questo frangente, sono le riforme istituzionali. Riforme che però rivelano un’impostazione a mio parere estremamente preoccupante, con buona pace di Re Giorgio bis.

Renzi e i renzini vari (e non mi riferisco alle “praline del nulla” crozziane ma ai vari replicanti Boschi, Faraone, Bonafè, Carbone ecc. solo per rimanere nell’alveo della politica, senza esondare nel terreno del sedicente giornalismo) erano partiti lancia in resta al grido di “aboliamo le Province, aboliamo il Senato”. Oggi che quelle lance si sono fatte decreti, scopriamo invece che tanto le Province quanto il Senato continueranno a godere di ottima salute. Continua a leggere

#renzinomination

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Da un po’ di tempo imperversa nei social network una specie di catena di Sant’Antonio 2.0, il gioco delle #nomination.

Nella sua esecrabile versione, la #neknomination, il gioco prevedeva che la persona nominata dovesse ingurgitare litrate di alcool e compiere gesti folli, che spesso si sono trasformati in tragedia, per poi nominare a sua volta un nuovo idiota.

In risposta a questa drammatica versione è nata una versione sana, la #booknomination, in cui la persona nominata deve citare il brano di un libro, per poi nominare un amico/a, e così via.

È così che il nostro amatissimo premier si deve esser detto: “Benedetto lampredotto! E io non gioco?!”.

È nato così il gioco delle #renzinomination. Il gioco si svolge in questo modo: ognuno, a partire a cascata dal premier, sceglie un ruolo elettivo a caso dal repertorio previsto dalla nostra Costituzione, ne rottama la caratteristica di elettività e nomina un amico in quel ruolo. E così via, di amico in amico. Continua a leggere