Anche io, certo, avrei potuto arrendermi. Invece mi candido

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Avevo più o meno 15 anni. Quel giorno ero felice. Mio cugino, più grande di me, mi aveva portato con sé, e ogni volta che accadeva io ero felice. Entrammo in un teatro. Era pieno di persone. Sul palco c’era un tavolo, dove erano seduti alcune donne e alcuni uomini, e un podio da cui questi si alternavano a parlare. Ad un certo punto, da quel podio, si affacciò un signore già un po’ avanti con gli anni. All’inizio si rivolse al pubblico con voce calma, sicura. Iniziava ogni suo ragionamento con “Compagne e compagni…”. Ma più andava avanti nel discorso e più le vene del suo volto si gonfiavano, inondando i suoi occhi di passione e speranza. Continua a leggere