Con le primarie PD si chiude il tempo degli alibi

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Domenica scorsa, 30 aprile, si sono celebrate le primarie del Partito Democratico. Comunque la si pensi, elettori e simpatizzanti, al netto delle infiltrazioni, hanno scelto in maniera estremamente chiara una linea politica, ancor prima che un leader. Re-incoronando Matteo Renzi hanno scelto di continuare a perseguire le politiche che il suo governo ha messo in atto. Una scelta politica che per alcuni, come me, andrebbe fatta risalire a tempi già precedenti al renzismo, ma che comunque è stata confermata, con ampissima maggioranza, domenica scorsa.

La scelta è chiara e definitiva, e gliene va dato atto. Continua a leggere

Anche io, certo, avrei potuto arrendermi. Invece mi candido

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Avevo più o meno 15 anni. Quel giorno ero felice. Mio cugino, più grande di me, mi aveva portato con sé, e ogni volta che accadeva io ero felice. Entrammo in un teatro. Era pieno di persone. Sul palco c’era un tavolo, dove erano seduti alcune donne e alcuni uomini, e un podio da cui questi si alternavano a parlare. Ad un certo punto, da quel podio, si affacciò un signore già un po’ avanti con gli anni. All’inizio si rivolse al pubblico con voce calma, sicura. Iniziava ogni suo ragionamento con “Compagne e compagni…”. Ma più andava avanti nel discorso e più le vene del suo volto si gonfiavano, inondando i suoi occhi di passione e speranza. Continua a leggere

Larghe intese, eversione e voto onesto

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L’altro giorno, chiacchierando a proposito di larghe intese, mi si è riproposta (un po’ come la peperonata) la fatidica domanda: “ok ma se dal voto non esce un vincitore, che si fa? il caos?”.

Eh già, che si fa? Se un caso limite produce una situazione d’emergenza occorre una soluzione fuori dall’ordinario. Se però si prova ad allargare un po’ lo sguardo ci si accorge che il caso non è poi così limite. Continua a leggere

Attenti, voterete sul TTIP

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Autore: Ignacio Ramonet

Fonte: democraziakmzero.org

 

Tra due mesi, dal 22 al 25 maggio, gli elettori di tutta l’Unione europea andranno alle urne per eleggere i loro rappresentanti al Parlamento europeo. E’ importante che questa volta, al momento di deporre la loro scheda, essi sappiano chiaramente quali sono le poste in gioco. Per motivi legati sia alla storia che alla psicologia, in alcuni paesi (Spagna, Portogallo, Grecia, ecc.), molti cittadini – troppo felici di essere finalmente considerati “europei” – si sono raramente presi la pena di leggere i programmi. Hanno letteralmente votato alla cieca. Questa volta però la brutalità della crisi e le crudeli politiche di austerità attuate dall’Unione europea (Ue) hanno loro aperto gli occhi. Ormai sanno che è soprattutto a Bruxelles che si decide il loro destino.

A questo proposito, in vista delle elezioni europee, c’è un tema che gli elettori dovranno osservare molto da vicino: il progetto di partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti (TTIP [ 1 ]) tra l’Unione europea e gli Stati uniti. Continua a leggere

L’euro è solo avanspettacolo. Mai sentito parlare del TTIP?

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Alzi la mano chi ha almeno sentito nominare il TTIP.

Pochini eh…

TTIP è un altro di quei mefistofelici acronimi, tramite i quali il (corto)circuito mediatico-politico riesce ad amalgamare i mille ingredienti della realtà nell’indistinguibile brodo dell’insofferenza. TTIP sta per Transatlantic Trade and Investment Partnership.

Tranquilli, non ho nessuna intenzione di parlare di SCII KIMIKI!!1!1!

Il 13 febbraio 2013 il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, e i leader dell’Unione Europea si sono impegnati ad avviare negoziati per un Accordo Transatlantico per il Commercio e l’Investimento (TTIP), noto anche come TAFTA (Accordo transatlantico per il libero commercio). Un primo round di negoziati si è tenuto a porte chiuse nel luglio 2013, da allora gli incontri si sono moltiplicati (sempre rigorosamente a porte chiuse) ed entrambe le parti mirano a concludere le trattative entro la fine del 2014.

Ma di cosa si tratta? Continua a leggere

#renzinomination

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Da un po’ di tempo imperversa nei social network una specie di catena di Sant’Antonio 2.0, il gioco delle #nomination.

Nella sua esecrabile versione, la #neknomination, il gioco prevedeva che la persona nominata dovesse ingurgitare litrate di alcool e compiere gesti folli, che spesso si sono trasformati in tragedia, per poi nominare a sua volta un nuovo idiota.

In risposta a questa drammatica versione è nata una versione sana, la #booknomination, in cui la persona nominata deve citare il brano di un libro, per poi nominare un amico/a, e così via.

È così che il nostro amatissimo premier si deve esser detto: “Benedetto lampredotto! E io non gioco?!”.

È nato così il gioco delle #renzinomination. Il gioco si svolge in questo modo: ognuno, a partire a cascata dal premier, sceglie un ruolo elettivo a caso dal repertorio previsto dalla nostra Costituzione, ne rottama la caratteristica di elettività e nomina un amico in quel ruolo. E così via, di amico in amico. Continua a leggere

Le parole sono importanti? (spariamo subito un bel titolo originale)

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Le parole sono importanti, sostiene Moretti (non il super-mega-manager-galattico ma il regista). Le parole sono gli attori protagonisti del senso, sosterrei io (uno, nessuno e…uno, nessuno). Ok parliamone, esaminando un esempio (non esattamente a caso…). La definizione più utilizzata sui media (e non solo) per descrivere la neonata lista Tsipras suona più o meno così: “quattro intellettuali di sinistra folgorati dal leader greco”. Provo ad azzardare un’analisi di questa definizione. Continua a leggere