Mai più, mai più, mai più Centrosinistra! Firmato: un elettore.

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fotoprofiloNon sono nessuno, non rappresento nessuno e l’unico voto di cui dispongo è il mio, ma lo voglio dire ugualmente nella maniera più chiara possibile: mai più il mio voto andrà a chiunque continui a richiamarsi ad una stagione politica, quella del cosiddetto Centrosinistra, che io considero criminale. Un crimine di cui, anche se indirettamente, sono stato complice.

Perché indirettamente? E perché crimine?

Indirettamente, perché pur essendo appassionato di politica (e di sinistra) fin da quando, da quattordicenne, mi capitò di incrociare le vene gonfie e gli occhi iniettati di comunismo di Pietro Ingrao, non ho comunque mai avuto una tessera di partito in vita mia. Ho militato politicamente fin da allora, mi sono accalorato in estenuanti discussioni politiche on the road, ma sempre da randagio, mai tesserato. Questo, principalmente, perché ho sempre considerato lo strumento-partito teoricamente valido, ma concretamente disastroso. Ma sono stato comunque complice, sia perché a quel Centrosinistra ho dato il mio voto per anni, sia perché a quel Centrosinistra ho collaborato anche in veste professionale di comunicatore politico.

Oggi, però, avverto tutto il profondo senso di colpa per essermi reso complice di quel crimine.

Già, un crimine. Perché oggi ho preso definitivamente atto che quella stagione politica ha fatto strage di ogni virgola del pensiero e degli ideali di sinistra. Pensiero e ideali che, invece, continuano ad animare la mia passione politica. Un crimine che parte da lontano, da quel fatidico 1989 in cui in tanti si affrettavano a celebrare la morte delle ideologie, mentre io invece festeggiavo la libertà di poter vivere pienamente il mio essere comunista, senza rischiare di avallare alcuna forma di totalitarismo. In quel momento, però, il Centrosinistra ha cominciato a scrivere un’altra storia. Una storia di resa, graduale ma totale, ad un pensiero schiettamente di destra.

Entro nello specifico. Se io continuo a battermi a difesa della Costituzione, per esempio, non è perché la consideri la più bella del mondo (anche perché non ho una conoscenza particolarmente approfondita delle altre costituzioni), e neanche perché la consideri una sorta di Bibbia laica. Ma la difendo perché contiene, anche al di là dell’art. 1, delle piccole perle come l’art. 41, che afferma che l’iniziativa economica privata è sì libera, ma entro un limite definito molto chiaramente: “Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”. Quel limite, il Centrosinistra lo ha demolito pezzo per pezzo nel corso degli anni. Lo ha demolito attraverso una legislazione sul lavoro che, dal pacchetto Treu fino al Jobs Act, ha istituzionalizzato la precarietà e la nuova schiavitù. Lo ha demolito contribuendo da protagonista alla privatizzazione di tutto il privatizzabile, e oltre. Tutti e quattro gli elementi che danno origine al nostro pianeta, ed alla vita in esso, sono oggi nella piena disponibilità dell’avidità individuale grazie soprattutto (?!) al cosiddetto riformismo, ipocritamente ammantato di progressismo, del Centrosinistra (italiano e mondiale). Lo ha demolito disintegrando i servizi pubblici universali, dalla sanità all’istruzione, rendendoli invece elitari.

Ma la stessa Costituzione ripudia la guerra, mentre l’Italia oggi continua a spendere milioni di euro al giorno per finanziare operazioni di guerra nel mondo, anche grazie a quel Centrosinistra che fu costretto, addirittura, ad inventarsi la fantadefinizione di guerre umanitarie per giustificarle (e giustificarsi). E come dimenticare che quello stesso Centrosinistra che oggi agita lo spauracchio dell’avanzata della xenofobia, è stato il primo ad aprire la breccia a questa avanzata, istituendo con la Turco-Napolitano dei veri e propri lager, chiamati C.I.E. (riscoperti e potenziati proprio in questi giorni). Con buona pace di chi, come me, continua irriducibilmente a pensare che su questa Terra ogni essere umano nasca libero, e che la presunta colpa di essere nato nella parte sbagliata di mondo, di per sé, non sia neanche lontanamente sufficiente per privarlo di questa libertà.

Quello stesso Centrosinistra, proprio nel momento in cui rinunciava ad analizzare le trasformazioni in atto nella società e nell’economia, e di conseguenza rinunciava anche a tentare di governarle e correggerle, ha avuto la fortuna di imbattersi nel movimento più bello, creativo e rivoluzionario, dopo il movimento operaio: il movimento no global, il movimento dei movimenti. Niente. Si è preferito nascondersi, salvo rare eccezioni, dietro una generica e superficiale “condanna della violenza” senza neanche provare a confrontarsi con le istanze e le analisi che quel movimento veicolava. Analisi che di lì a breve si sarebbero rivelate pienamente azzeccate, senza che il maledetto Centrosinistra avvertisse neanche l’onestà intellettuale di riconoscerlo (e magari scusarsi per averli ignorati).

Potrei continuare a lungo, ma quanto detto finora è già ampiamente sufficiente, per quanto mi riguarda, a giustificare il lacerante e profondo senso di colpa che avverto per aver indirettamente contribuito per anni a perpetrare questi crimini. Una colpa che già da qualche anno ho ammesso e che sto provando ad espiare, mettendomi a disposizione di chiunque voglia provare a restituire rappresentanza a questo modo di vedere il mondo, e ciò che in esso accade. Ci provo oggi ad espiare questa colpa, perché non credo ai pentimenti last minute (oltre a non trovare particolarmente convincente, in generale, nessun modello di redenzione post mortem), e soprattutto perché non mi accontento di morire in pace con la coscienza. Io, in pace con la mia coscienza, ci voglio vivere.

Sì, lo so. Il luogocomunismo politicista, oggi, condanna questo tipo di posizione, classificandola come autoreferenziale e residuale. E che volete che vi dica, pazienza. Sono quasi sicuro di riuscire a farmene una ragione senza particolari problemi, in scioltezza. Sono abbastanza convinto che in condizione di marginalità politica si possa anche riuscire a sopravvivere, ma in miseria e marginalità sociale assolutamente no. E penso che la stagione politica del cosiddetto Centrosinistra, di queste, ne abbia prodotte in quantità (post-)industriale.

Per questo mi sento di gridare forte che nessuno, nessuno, nessuno che continui ad ispirarsi a quel modello criminale avrà mai più il mio voto. Mai più, mai più, mai più!

Piuttosto il diluvio!

PS: considerate che, oramai, solo a sentire pronunciare la parola Centrosinistra mi escono delle macchie (ovviamente rosse) su tutto il corpo. Potete ben immaginare, quindi, il mio stato psicofisico dopo averla scritta così tante volte nello stesso post. Da ricovero urgente. Anche questo, spero…mai più!

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