Larghe intese, eversione e voto onesto

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L’altro giorno, chiacchierando a proposito di larghe intese, mi si è riproposta (un po’ come la peperonata) la fatidica domanda: “ok ma se dal voto non esce un vincitore, che si fa? il caos?”.

Eh già, che si fa? Se un caso limite produce una situazione d’emergenza occorre una soluzione fuori dall’ordinario. Se però si prova ad allargare un po’ lo sguardo ci si accorge che il caso non è poi così limite.

In questo momento, nella galassia dell’Unione Europea, tra paesi membri e paesi candidati o potenziali, credo siano 14 su 36 (poco meno del 40%) gli stati retti da governi di larghe intese.

Se non ne dimentico qualcuno, dovrebbe trattarsi di: Austria, Belgio, Bosnia Erzegovina, Germania, Grecia, Irlanda, Kosovo, Lussemburgo, Montenegro, Olanda, Romania, Serbia, Slovenia, Italia.

Ok, quindi la statistica ci dice che non si tratta affatto di un caso limite, né tanto meno di una soluzione fuori dall’ordinario, anzi…

Ma quindi come si spiega questa epidemia di larghintesismo? La straordinaria concomitanza di tutte queste situazioni di emergenza non sarà mica dovuta ai cambiamenti climatici? Le scie chimiche?

Senza scomodare il surriscaldamento del pianeta o il complottismo, è di nuovo la fredda statistica ad avvalorare (40%) l’ipotesi dell’esistenza di un nesso di causalità. E allora proviamo a ragionarci su.

Come tutti sanno, con il crollo del muro di Berlino (e, secondo qualcuno, la morte delle ideologie) la lotta di classe ha conosciuto un vincitore, il capitale, ed uno sconfitto, il lavoro. E si sa, il carro del vincitore ha molto più fascino di quello dello sconfitto. Così, da un lato, la sinistra si è inventata la terza via, dall’altro, la destra è entrata subito in scia, scoprendosi (come una specie di folgorazione) liberale. E il liberismo, in campo economico, ha sbaragliato gli avversari.

A partire da quel momento, insomma, i due principali campi politici (quelli comunemente denominati centrodestra e centrosinistra) hanno dato vita ad una progressiva convergenza sul piano sostanziale. Guardiamo in Italia, per esempio, ed in particolare al mercato del lavoro. Fu il centrosinistra a spalancare le porte alla precarizzazione dei rapporti di lavoro, con il pacchetto Treu, seguito poi dal centrodestra con la legge 30, fino ad arrivare al jobs act renziano. Ma non solo. Si sono avvicendati nella demolizione dell’istruzione pubblica e nelle privatizzazioni. Si sono serenamente spartiti le poltrone, tanto nelle aziende pubbliche, quanto nelle fondazioni bancarie e nel mercato dell’editoria.

E il conflitto? Il conflitto è connaturato alla società ed è l’ingrediente della democrazia che più di ogni altro possiede capacità creatrice. È il propellente del progresso sociale. Senza conflitto probabilmente non ci sarebbe società, ma sicuramente non ci sarebbe alcun bisogno della politica. Bene, come risultante di quello che è stato un processo di redistribuzione verso l’alto del flusso di democrazia (oltre che della ricchezza…), il conflitto è stato deviato dalla sostanza alla forma. Reciproche campagne di delegittimazione, estenuanti risse verbali, accuse, insulti. Il maxishow del conflitto.

Nel frattempo, in Europa le due grandi famiglie politiche (socialisti e popolari) andavano costruendo, pezzo per pezzo e di comune accordo, quella fatiscente impalcatura tecnocratica che oggi rende l’Europa così repellente a così tanta gente.

La competizione politica, quindi, non è stata più basata sulla rappresentanza di idee politiche differenti, ma sulla migliore capacità di rappresentare, fondamentalmente, le stesse idee. La progressiva indistinguibilità delle due proposte non ha fatto altro che livellare i due elettorati. Fino a creare i presupposti per quella emergenza che trova nelle larghe intese l’unica via d’uscita possibile.

Per questi motivi ritengo che il larghintesismo che sembra aver colto mezza Europa abbia tutta l’aria di un preciso progetto politico (e se le recenti rivelazioni di Zapatero e Geithner dovessero trovare conferma, avremmo a nostra disposizione un ulteriore importante indizio). Un progetto, a mio parere, eversivo.

Perché eversivo? Prima di tutto, perché sovverte l’ordinamento democratico, annichilendo il ruolo delle elezioni ed i meccanismi della rappresentanza. In secondo luogo perché, espellendo dal campo della politica il conflitto, ineliminabile dalla società, non si è fatto altro che spingerlo a sovraccaricare le sue altre valvole di sfogo (criminalità, violenza ecc.).

In breve, le larghe intese falliscono proprio in quelli che sono i principali compiti della politica e della democrazia, raggiungendo il solo risultato di lasciare mano totalmente libera ai grandi interessi economici transnazionali.

Allora, care masse globali adoranti che pendete dalle mie labbra (oh my god!), io domenica 25 maggio voterò L’altra Europa con Tsipras (in buona parte per i motivi che Alessandro Robecchi ha spiegato probabilmente meglio di quanto non saprei fare io), ma questo immagino non interessi a nessuno. Quello che invece chiedo a chiunque leggerà questo post (quelle due-tre persone) è di riflettere bene su un aspetto del voto, in generale, e su quello del 25, in particolare: in una democrazia (!!!) il voto è lo strumento cardine della sovranità popolare.

Questo vuol dire che il voto, se pur segreto e anonimo, rappresenta comunque un’espressione pubblica. Allora, vi esorto prima di tutto ad andare a votare, a schierarvi. Inoltre, vi prego, quando esprimerete la vostra opinione nell’urna, cercate di farlo in maniera consapevole e, soprattutto, onesta. Onesta con voi stessi (non vi prendete per il culo!) e onesta con il popolo di cui vi sentite parte, qualunque esso sia (non ci prendete per il culo!).

In altre parole, votate chi vi pare ma, vi prego, in quell’urna almeno voi evitate di raccontare balle…perché quella misura è già fin troppo colma…

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Un pensiero su “Larghe intese, eversione e voto onesto

  1. Tutto condivisibile. Anche il messaggio subliminale, che suppongo sia involontario, delle 5 stelle vicino a VOTE. 3:) Io voterò consapevole senza prendermi per il culo da solo proprio quelle 5 stelle. Senza l’aiuto dell’involontario subliminale. Un abbraccio compagni.

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