#renzinomination

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Da un po’ di tempo imperversa nei social network una specie di catena di Sant’Antonio 2.0, il gioco delle #nomination.

Nella sua esecrabile versione, la #neknomination, il gioco prevedeva che la persona nominata dovesse ingurgitare litrate di alcool e compiere gesti folli, che spesso si sono trasformati in tragedia, per poi nominare a sua volta un nuovo idiota.

In risposta a questa drammatica versione è nata una versione sana, la #booknomination, in cui la persona nominata deve citare il brano di un libro, per poi nominare un amico/a, e così via.

È così che il nostro amatissimo premier si deve esser detto: “Benedetto lampredotto! E io non gioco?!”.

È nato così il gioco delle #renzinomination. Il gioco si svolge in questo modo: ognuno, a partire a cascata dal premier, sceglie un ruolo elettivo a caso dal repertorio previsto dalla nostra Costituzione, ne rottama la caratteristica di elettività e nomina un amico in quel ruolo. E così via, di amico in amico.

Perché continuare con queste lentissime liturgie democratiche, le elezioni, che appesantiscono le procedure e ci costano un occhio della testa. I nostri figli ci chiedono di rendere la #renzitaly, finalmente, un paese smart.

E allora #viailsenato! O meglio, #viailsenatoelettivo! I nuovi senatori non saranno eletti ma nominati, o dal Quirinale, o da me, o dai miei amici Silvio e Denis (grazie al meccanismo che in questo pezzo è spiegato molto chiaramente).

E poi? Basta così? Macché!

E allora #vialeprovince! O meglio, anche questa volta, #vialeprovinceelettive! I nuovi presidenti e consiglieri provinciali non saranno eletti ma nominati (in ultima analisi e sempre per lo stesso meccanismo, mutatis mutandis) o da me, o dai miei amici Silvio e Denis.

Ma non finisce qui! Anzi, fin qui è tutto noto. La #renzistrategy (nella smartissima #renzitaly i sintagmi sono stati rottamati dagli #hashtag) prevede già il prossimo step. Perché limitarsi ai ruoli istituzionali? La politica deve sapersi riconciliare con la vita delle persone, fin nella sua dimensione più intima.

E allora rottamo anche Goethe! #vialeaffinitàelettive! Anche le affinità saranno nominate da me, o dai miei amici Silvio e Denis!

Ed è già pronto anche l’indispensabile hashtag: #renzinominastocazzo.

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